Dic 232012
 

SCARLINO Stando a quanto ha detto Arpat nei giorni scorsi, gli strumenti di monitoraggio non permettono di individuare le fonti d’inquinamento. La denuncia parte dall’associazione “Lavoro, Ambiente e Salute”, attraverso le parole del suo presidente Antonio Pavani, e nasce dopo l’ultima morìa di pesci verificatasi sulla spiaggia del Puntone, non troppo distante dal canale Solmine, quando sono stati ritrovati un centinaio d’esemplari morti. «Ci saremmo semplicemente limitati a chiedere ad Arpat di fornirci i risultati delle indagini tossicologiche e microbiologiche – spiega l’associazione – ma considerato il modo con il quale affronta il problema ci costringe a ribadire ancora una volta alcuni concetti». Su tutti, spiccano le critiche che l’associazione riserva per le indagini che vengono compiute su quella zona. «Evidentemente gli strumenti di monitoraggio – continua la nota dell’associazione – delle immissioni nel canale da parte dei vari soggetti, pubblici e privati, non consentono di stabilire la provenienza, la quantità e la tipologia dell’inquinamento, quando si verifica, sia che abbia, sia che non abbia effetti immediatamente riscontrabili sulla fauna marina». Allo stesso modo, però, i membri di “Lavoro, Ambiente e Salute” criticano anche le operazioni che l’agenzia mette in campo dopo questi eventi. «È a dir poco ingenuo il comportamento di Arpat che ogni volta chiede alle aziende interessate se, durante questi episodi, si sono verificate anomalie nella conduzione degli impianti. – spiega la nota – La storia insegna, e ormai lo si dovrebbe sapere, che soprattutto per fenomeni di questa portata, e dal momento che attualmente non c’è la possibilità di risalire all’eventuale responsabile, difficilmente una azienda ammetterà qualcosa». Così, visto che a suo parere è difficile risalire agli eventuali responsabili, l’associazione propone la legge del “nessun colpevole tutti colpevoli”, sulle orme di quanto ha detto uno dei suoi membri: «nel nostro palazzo facciamo la raccolta differenziata, se qualcuno sbaglia il Comune non va a vedere chi non ha messo bene la spazzatura nei sacchetti, fa semplicemente la multa a tutti». (a.f.)

Fonte: Il Tirreno del 21/12/2012

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